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LA LEGGE SULLE UNIONI CIVILI

 

E’ legge la regolamentazione delle unioni civili.

Pur non essendo stato ancora pubblicato ufficialmente il testo definitivo della legge, è possibile dedurre dai lavori del Parlamento i caratteri salienti della nuova normativa, per alcuni aspetti straordinariamente innovativa per il panorama italiano.

Due sono gli istituti introdotti: le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto, sia per coppie eterosessuali, sia per coppie omosessuali.

 

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso

 

La nuova legge ha essenzialmente introdotto l’istituto delle unioni civili tra due persone dello stesso sesso.

L’unione civile sarà cosa diversa dal matrimonio, ma sarà caratterizzata da diritti e doveri simili a quelli che discendono dal matrimonio, atteso che il legislatore ha fatto riferimento molte volte agli istituti del codice civile che regolano appunto il matrimonio.

In particolare sono stati regolati:

– La costituzione dell’unione.

L’unione si costituirà di fronte all’ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni, e l’atto sarà registrato nell’archivio dello stato civile. Non potrà unirsi civilmente chi è ancora sposato, chi ha legami di parentela, chi ha commesso un omicidio, o un tentato omicidio, nei confronti di un precedente coniuge o membro di un’unione civile. Le parti dovranno concordare tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune.

– Gli obblighi

Dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Nulla nel testo definitivo in merito all’obbligo di fedeltà.

Entrambe le parti saranno tenute, inoltre, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.

Il regime patrimoniale dell’unione sarà la comunione dei beni, salvo che la coppia non scelga la separazione.

– I diritti

I due partner avranno la possibilità di scegliere il cognome dell’altro, anteponendolo o posponendolo al proprio. Inoltre, spetteranno al partner dell’unione sia la pensione di reversibilità, sia il Tfr maturato dall’altro, nonché i diritti successori, compreso il diritto alla legittima.

– Lo scioglimento

Per lo scioglimento dell’unione non sarà necessario transitare preventivamente per la separazione, ma si potrà ricorrere direttamente al divorzio, secondo la regole della legge predisposta.

Le convivenze di fatto

L’altro istituto introdotto dalla legge riguarda le convivenze di fatto, relative sia alle coppie eterosessuali, sia a quelle omosessuali.

Saranno considerati conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.

– I diritti

Saranno attribuiti ai conviventi di fatto diritti che spettano oggi ai coniugi. In particolare: i diritti previsti dall’ordinamento penitenziario; il diritto di visita in ambito sanitario; la facoltà di designare il partner come rappresentante (anche per le decisioni sulla scelta di donare gli organi); i diritti inerenti la casa di abitazione; il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito.

– I contratti di convivenza

I partner potranno stipulare inoltre un contratto di convivenza mediante il quale disciplinare i propri rapporti patrimoniali.

Il contratto dovrà essere redatto in forma di atto pubblico o di scrittura privata, con l’assistenza un notaio o di un avvocato, e potrà disciplinare alcuni casi in riferimento alla morte del partner, al recesso unilaterale o per accordo tra le parti, all’ipotesi di matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente e un terzo.

Alla cessazione della convivenza, previo accertamento da parte del Giudice, potrà conseguire il diritto agli alimenti in capo ad uno dei due partner, in base allo stato di bisogno in cui versi il convivente e all’impossibilità di provvedere al proprio mantenimento, sulla scorta delle norme del codice civile ed in proporzione alla durata della convivenza.

 

Nulla, infine, è stato stabilito in merito alla stepchild adoption.

 

 

 

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