Ingiunzioni – Risarcimento del Danno – Pignoramenti

 

Recupero Crediti
A fronte di un inadempimento di una obbligazione pecuniaria, il creditore ha facoltà di agire in giudizio nei confronti del debitore inadempiente, per la condanna di quest’ultimo al pagamento di quanto dovuto.
Si può procedere all’azione di recupero o a mezzo di azione ordinaria, ovvero secondo le regole dettate per l’ingiunzione di pagamento.

 
Ingiunzione di Pagamento
Il procedimento di ingiunzione di pagamento è incluso nella categoria dei procedimenti speciali.
E’ un procedimento sommario, che conduce alla condanna del debitore al pagamento della somma dovuta, condanna che diviene definitiva in caso di mancata opposizione da parte dell’ingiunto. In caso sia proposta opposizione, il giudizio prosegue nelle forme ordinarie del procedimento civile.

 
Responsabilità Civile – Risarcimento del Danno
Secondo l’art. 2043 del codice civile, norma fondamentale per la determinazione dell’istituto dei fatti illeciti, “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.
Il fatto illecito è dunque fonte dell’obbligazione di risarcire il danno conseguente.
Il comportamento illecito è sanzionato sia se commesso con dolo, ossia con la volontà di arrecare danno ad altri, sia se sia semplice conseguenza di colpa, ovvero quando l’azione si verifica a causa di un comportamento tenuto con negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
Per altro aspetto è risarcibile solo il danno ingiusto, intendendosi per tale qualsiasi lesione di interesse o diritto tutelati dall’ordinamento giuridico; in tal senso la condotta illecita deve essere antigiuridica.
Da ultimo è indispensabile un legame, ovvero un nesso di causalità, tra la condotta antigiuridica ed il danno conseguente, perché quest’ultimo sia risarcibile.

 
Procedure di Conciliazione
Recentemente l’Ordinamento Italiano ha rinvigorito le procedure volte alla composizione bonaria delle vertenze, prima del ricorso all’Autorità Giudiziaria.
In primo luogo sono state introdotte da tempo le procedure obbligatorie di conciliazione davanti ai CO.RE.COM., organismi pubblici deputati al tentativo di composizione preventiva delle vertenze tra gli utenti e le aziende del settore delle comunicazioni.
E’ stato quindi introdotto l’istituto della mediazione obbligatoria, presupposto processuale nelle dispute in determinate materie indicate dal legislatore.
Da ultimo, è stato imposto l’istituto della negoziazione assistita, che delega agli avvocati l’obbligo di un preventivo tentativo di composizione amichevole delle vertenze, prima di adire l’Autorità Giudiziaria; anche in questo caso le materie sono state indicate tassativamente dalla legge.
Esiste da sempre la possibilità di giungere alla definizione di rapporti contenziosi con accordi tra le parti, da formalizzare con contratto di transazione, che è previsto dal codice civile proprio allo scopo di prevenire l’insorgere di una vertenza o di porre fine ad una causa iniziata.

 
Procedure Contenziose
Nel caso in cui la composizione bonaria della vertenza non sia possibile, ogni soggetto ha facoltà di adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dei propri interessi e dei propri diritti lesi.
Il ricorso alla Giustizia è regolamentato dal codice di procedura civile, attraverso procedure speciali e cautelari, connotate dalla informalità del rito e dalla speditezza della procedura, ovvero dall’ordinario processo civile, più articolato e meno spedito; purtroppo in Italia nell’un caso, come nell’altro i tempi di attesa per le pronunzie dei Magistrati sono molto lunghi e molto spesso non conformi alle regole comunitarie in materia di durata ragionevole dei processi.
Attualmente le richieste di indennizzo nei confronti dello Stato Italiano per la durata irragionevole dei processi devono essere proposte davanti alle Corti di Appello nazionali; residua peraltro una facoltà di accesso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 
Infortunistica Stradale
Fin dagli anni sessanta dello scorso secolo è stato istituito in Italia l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore.
Particolari norme, a più riprese nel corso degli ultimi anni, sono state dettate in materia di procedure volte alla richiesta di risarcimento dei danni conseguenti a sinistri stradali; non sempre questa normativa ha semplificato le procedure e non sempre è stata volta alla tutela degli interessi degli utenti, essendo stato a volte il legislatore preoccupato degli interessi delle compagine assicurative.