Eredità – Testamenti – Legittimari – Donazioni

 

La Successione a causa di morte
La successione è un evento giuridico in cui un soggetto (successore o avente causa) assume la posizione di un altro soggetto (dante causa, ovvero “de cuius”, nella formula derivata dal brocardo latino) rispetto a relazioni giuridicamente rilevanti che facevano capo a quest’ultimo.
La successione nei rapporti giuridici può avvenire per atto tra vivi od a causa di morte.
Nel primo caso la trasmissione delle posizioni avviene per fatti giuridicamente rilevanti, nella normalità dei casi per atti e contratti.
Nel secondo caso la successione è legata al presupposto della morte di una persona fisica.
La successione a causa di morte può essere a titolo universale e/o a titolo particolare.

 
La Successione a titolo universale – Erede
Nella successione a titolo universale il successore acquista la qualità di erede e subentra nella titolarità di tutti i beni, ovvero della quota di beni che gli pervengono, o per legge, o per testamento.
L’erede subentra in tutti i rapporti che facevano capo al defunto, per cui nelle proprietà, nei diritti di credito, ma anche nelle obbligazioni assunte e nelle posizioni debitorie. In virtù della successione si attua una confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede, così che quest’ultimo può essere chiamato a rispondere dei debiti del primo anche in misura superiore a quanto riceve per successione.

 
La successione a titolo particolare – Legatario
Nella Successione a a titolo particolare il successore acquista la qualità di legatario.

 
L’Accettazione di eredità
In ogni caso occorre l’accettazione dell’eredita per la devoluzione dell’eredità stessa: l’accettazione può essere tacita o espressa.
L’accettazione tacita avviene per i così detti “fatti concludenti”, ovvero è implicita in un atto o un comportamento che presuppone necessariamente la volontà di accettare, in quanto il chiamato all’eredità non avrebbe titolo a compierlo, se non in quanto erede; comunemente in un atto di gestione o di disposizione si possono ravvisare gli estremi dell’accettazione tacita.
L’accettazione è espressa quando il chiamato all’eredità ha dichiarato di accettarla o ha assunto il titolo di erede, con un atto pubblico ovvero con scrittura privata.
Infine, può darsi luogo anche all’accettazione con il beneficio di inventario, allo scopo di consentire la separazione dei beni e delle obbligazioni del defunto da quelli dell’erede; in questo caso l’erede risponde delle obbligazioni e dei debiti contratti dal defunto sino alla misura di quanto gli perviene dall’attivo ereditario. In ogni casi i soggetti minori possono accettare l’eredità solo con il beneficio di inventario.
E’ data facoltà al chiamato all’eredità di rinunciare alla stessa.
L’erede ha facoltà di accettare l’eredità con il beneficio di inventario, allo scopo di consentire la separazione del patrimonio e delle obbligazioni del defunto da quelli dell’erede; in questo caso l’erede risponde delle obbligazioni e dei debiti contratti dal defunto sino alla misura di quanto gli perviene dall’attivo ereditario. I soggetti minori possono accettare l’eredità solo con il beneficio di inventario.
La dichiarazione di accettazione con beneficio di eredità deve essere redatta con atto pubblico, ricevuto da notaio o dal cancelliere del tribunale. Deve necessariamente essere preceduta o seguita dalla redazione dell’inventario dei beni e dei debiti del defunto, da effettuarsi per gli uffici di notaio o del cancelliere del tribunale.
La redazione dell’inventario dei beni e dei debiti del defunto deve eseguirsi per gli uffici di notaio o del cancelliere del tribunale.

 
La Successione Legittima
La legge regola la successione per il caso in cui il defunto non abbia lasciato un testamento; in questo caso la legge stabilisce le categorie dei successibili ed i rapporti tra i medesimi.
Ai sensi dell’art. 565 del codice civile “nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo”.

 
La Successione Testamentaria
Secondo l’art. 587 del codice civile “il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse”.
Il successivo art. 588 recita: “le disposizioni testamentarie, qualunque sia l’espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede, se comprendono l’universalità o una quota dei beni del testatore. Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario”.
L’art. 601 dispone che “le forme ordinarie di testamento sono il testamento olografo e il testamento per atto di notaio.
Il testamento per atto di notaio è pubblico o segreto”.
Il codice dispone quindi che “il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore”, mentre “il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni”; il testamento segreto è redatto dal testatore e depositato presso un notaio, secondo le formalità prescritte dal codice.
Il testamento può essere sempre revocato dal testatore.
L’art. 601 dispone che “le forme ordinarie di testamento sono il testamento olografo e il testamento per atto di notaio.
Il testamento per atto di notaio è pubblico o segreto”.
Il codice dispone quindi che “il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore”, mentre “il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni”; il testamento segreto è redatto dal testatore e depositato presso un notaio, secondo le formalità prescritte dal codice.

 
Gli Eredi Legittimari
La legge dispone che “le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, gli ascendenti”; si tratta dei cosiddetti legittimari, cui spetta una quota di eredità, intangibile anche dalle disposizioni testamentarie.
L’erede cui sia stata lesa la quota di legittima ha facoltà di agire in giudizio per la riduzione delle disposizioni testamentarie che eccedono la quota della quale il testatore poteva disporre.

 
La Donazione
Secondo la definizione di cui all’art. 769 del codice civile “la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.
La donazione è atto essenzialmente a titolo gratuito.
La donazione deve essere stipulata a pena di nullità per atto pubblico.

 
La Comunione Ereditaria – Divisione Consensuale – Divisione Giudiziale
Innanzi tutto la divisione dei beni che ricadono in successione può essere disposta dal testatore, in seno al testamento.
Nel caso in cui non sia disposta dal testatore e nel caso della successione legittima, gli eredi succedono nel compendio ereditario per quote indivise; si costituisce così la comunione ereditaria, che può essere sciolta con la divisione.
La divisione può avvenire consensualmente, con il consenso di tutti i coeredi; in caso di disaccordo, è l’Autorità Giudiziaria a procedere alla divisione dei compendi ereditari, su ricorso degli eredi.
La divisione giudiziale si propone con giudizio ordinario davanti al Giudice competente.