Sanzioni Amministrative – Cartelle di Pagamento – Invalidità Civile – Durata Ragionevole del Processo

 

Sanzioni Amministrative – Opposizione alle Sanzioni Amministrative
Avverso le sanzioni amministrative è data facoltà al cittadino di ricorrere a procedure di opposizione davanti alla Pubblica Amministrazione, ovvero, di seguito o in via alternativa, davanti all’Autorità Giudiziaria.

 
Contravvenzioni al Codice della Strada
Anche per le sanzioni amministrative comminate per contravvenzioni alle norme del Codice della Strada è data al cittadino la duplice facoltà di ricorrere in opposizione davanti alla Pubblica Amministrazione, ovvero, di seguito o in via alternativa, davanti all’Autorità Giudiziaria.

 
Cartelle di Pagamento
Per i provvedimenti notificati a mezzo cartelle di pagamento emesse dagli Agenti della Riscossione è data al cittadino di ricorrere, a seconda della natura del tributo o della sanzione irrogata, o all’Autorità Giudiziaria Ordinaria, ovvero alle Commissioni Tributarie.

 
Invalidità Civile – Indennità di Accompagnamento
I cittadini hanno accesso a procedure amministrative per il riconoscimento di pensioni di invalidità, di indennità di accompagnamento e dei benefici di cui alla legge 104/92, che prevede che la persona con disabilità grave possa essere assistita dal familiare che abbia i requisiti previsti dalla legge.
Il procedimento amministrativo può concludersi con il riconoscimento del diritto in favore del cittadino.
Invece, in caso di reiezione dell’istanza del cittadino presentata in sede amministrativa, il provvedimento di diniego può essere impugnato davanti al Tribunale – Sezione Lavoro e segue il normale iter giudiziario.

 
Durata Ragionevole del Processo
Sulla scorta dei principi elaborati dalla giurisprudenza e tradotti nelle direttive e nella normativa comunitaria, anche in Italia sono state introdotte norme che prescrivono una durata ragionevole dei procedimenti.
Nel caso in cui il processo superi la durata massima stabilita, al cittadino è data facoltà di ricorrere nei confronti dello Stato Italiano, davanti alle Corti di Appello nazionali, per ottenere un indennizzo.
La cosiddetta Legge “Pinto” ha introdotto la normativa che regola i termini di durata massima dei procedimenti giudiziari, superata la quale lo Stato Italiano può subire decreto di condanna al pagamento di una indennità, su ricorso del cittadino.
Il ricorso si propone alla Corte di Appello competente per territorio, la quale, in caso di accoglimento della domanda, emette decreto di pagamento nei confronti dello Stato Italiano; in caso di mancata opposizione da parte dello Stato, il decreto diventa definivo.
Nel caso in cui la Stato Italiano sia condannato e non proceda tempestivamente alla liquidazione dell’indennità in favore del cittadino, questi ha ancora azione residuale davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.